Motivational Atheists

Il paradosso di Epicuro:
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Quale Dio?

Una lista che dovrebbe fare un pò riflettere…
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The root of all evil

Grande Dawkins…

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Una preghierina per la scienza

Oggi non ho molto tempo, ma vi lascio un estratto dal libro “Perchè non possiamo essere cristiani” di Piergiorgio Odifreddi

E se proprio vogliamo pregare, diciamo pure: «Padre Nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà», come ci ha insegnato il profeta Gesù, ma ricordiamo che Dio Padre non è altro che Padre Cielo. Tanto vale, allora, lasciar cadere le metafore e pregare come ci ha insegnato invece lo stoico Marco Aurelio: «Tutto ciò che è in armonia con te, o Universo, lo è pure con me».
Benedicat vos omnipotens Logos: Pater Pythagoras, Filius Archimedes, et Spiritus Sanctus Newtonius.

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God Is Imaginary

Vi riporto un sito molto carino, che tratta per punti (e a fondo) le motivazioni per cui Dio non esiste. E’ in inglese, ma vale la pena di essere visitato… vi riporto anche uno dei numerosi video ivi presenti.

God is Imaginary

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Papa Ratzinger: “L’inferno esiste. In Quaresima digiuno dai media”

Riporto pari pari l’articolo così come è apparso il 7 febbraio 2008 sul sito de La Repubblica

L’inferno esiste e non è vuoto. Benedetto XVI lo riafferma nel tradizionale incontro di inizio Quaresima con i parroci romani, sottolineando che la salvezza non è automatica, non arriverà per tutti, e l’inferno è una possibilità reale. Il papa teologo ha anche avanzato una proposta: se il periodo che precede la Pasqua deve essere di digiuno dal cibo, lo sia anche dalle parole e dai media. “Abbiamo bisogno di uno spazio senza il bombardamento permanente delle immagini, di crearci spazi di silenzio e anche senza immagini, per riaprire il nostro cuore all’immagine vera e alla parola vera”. […]
Era stato il teologo svizzero Urs Von Balthasar, grande amico oltre che collega di Ratzinger, a ipotizzare che l’inferno fosse vuoto. Ribadendo un concetto che espresse anche recentemente durante la visita alla parrocchia Santa Felicita nella periferia romana, Benedetto XVI ha ripetuto oggi, con parole ferme e chiare, la verità sulla punizione eterna: l’inferno c’è.
Rispondendo a un sacerdote che gli chiedeva della necessità, per la Chiesa, di tornare a parlare delle “cose ultime”, come peccato, inferno, vita dopo la morte, papa Ratzinger ha detto che non bisogna dare per scontato che la salvezza sia una cosa gratuita e che ”non tutti ci presenteremo uguali al banchetto del Paradiso” ma sarrano anzi invece molti quelli che dovranno purificarsi. Citando la sua ultima enciclica Spe Salvi, il pontefice ha ricordato infatti la realtà del Giudizio ultimo e, a questo proposito, ha accennato ai totalitarismi del XX secolo che, volendo cambiare solo il mondo, hanno rischiato di distruggerlo: “Chi non lavora per il paradiso non lavora neanche per il bene degli uomini sulla terra: nazismo e comunismo che volevano cambiare solo il mondo, lo hanno distrutto”.

Ancora una volta la Chiesa, attraverso le parole del Papa, ripresenta tutta la sua morale vecchia e antiquata, basata sul terrore e sulla paura. Una morale che, senza la punizione, non potrebbe stare in piedi. Nessuno infatti la seguirebbe mai se non avesse paura del castigo e/o cercasse la salvezza. Non sono riuscito comunque a capire come è arrivato alla conclusione che l’inferno non sarebbe vuoto. Come può il “Dio infinitamente misericordioso” non perdonare quegli esseri (da egli stesso creati) che si sono allontanati da lui? E come può un dio che è infinitamente buono, onnipresente e onnipotente permettere il male? Se è onnipresente il Diavolo è una sua parte, se è onnipotente il Diavolo non esiste e se è infinitamente buono allora Satana non è una sua creazione (peccato che secondo le basi Cristiane risulti che Satana è parte derivata da Dio).Che senso ha dunque, adorare qualcosa di impossibile?
Mi ha stupito anche la conclusione (da notare come pezzo assai comico), con il riferimento al nazismo e al comunismo. Non mi pare proprio il caso che sia proprio il Papa a farci la predica, lui che rappresenta la Chiesa, un’istituzione che fra le tante alleanze può fregiarsi di atti quali: i patti lateranensi col regime fascista, i patti col regime nazista, l’appoggio delle gerarchie vaticane a Peron, Allende, Pinochet, l’appoggio a svariate dittature africane e molto altro… quindi almeno (dato che è ispirato da Dio e si fa chiamare sua Santià) abbia l’umiltà di non essere ipocrita.
Ma per fortuna c’è anche chi sta dalla nostra parte ^^

Le contraddizioni della Bibbia

Ad oggi, sono venuto a conoscenza di un interessante sito che raccoglie le innumerevoli contraddizioni presenti nella Bibbia.

Una specie di enciclopedia che numera le contraddizioni e gli errori madornali presenti nella Bibbia e li cataloga per argomento (anche simpatico! :D ). Il sito è www.Utopia.it buona navigazione!

Intanto, vi porto un interessante brano preso dal libro “L’illusione di Dio - Le ragioni per non credere” di Richard Dawkins riguardante la leggenda della nascita di Gesù a Betlemme:

[...]Quando furono scritti i Vangeli, molti anni dopo la morte di Gesù, nessuno sapeva dov’era nato(Gesù n.d.r.). Ma in base a una profezia dell’Antico Testamento (Mi 5,2) gli ebrei si aspettavano che il Messia a lungo atteso sarebbe nato a Betlemme. Perciò il Vangelo di Giovanni osserva che i seguaci di Gesù si stupirono che non fosse nato a Betlemme:<<Altri dicevano:”Questi è il Cristo!”. Altri invece dicevano: “Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?” (Gv 7,41-42).

Matteo e Luca affrontano il problema in maniera diversa, decidendo che Gesù doveva essere nato a Betlemme, ma ve lo portano attraverso due percorsi distinti. Matteo dice che Maria e Giuseppe erano sempre stati a Betlemme e si erano trasferiti a Nazareth solo molto tempo dopo la nascita di Gesù, al ritorno dall’Egitto dove si erano rifugiati per sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode. Luca, invece, dice che Maria e Giuseppe vivevano a Nazareth prima che nascesse Gesù. Come può farli andare a Betlemme al momento cruciale affinchè si compia la profezia? Spiega che, all’epoca in cui Quirinio era governatore della Siria, Cesare Augusto emanò un decreto per il censimento di tutto l’impero a scopi fiscali, e <<andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città>>. Giuseppe <<era della casa e della famiglia di Davide>> e quindi <<dalla città di Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme>> (Lc 2,1-4). Dev’essergli sembrata una buona soluzione. Solo che sotto il profilo storico, è completamente assurda, come (tra gli altri) hanno rilevato A.N. Wilson in Jesus e Robin Lane Fox in Verità e invenzione nella Bibbia. Davide, ammesso che sia esistito, visse quasi mille anni prima di Giuseppe e Maria. Perchè mai i romani avrebbero voluto pretendere che Giuseppe andasse nella città in cui era vissuto un suo lontano antenato un millennio prima? E’ come se mi si chiedesse di scrivere sul modulo del censimento che la mia città natale è Ashby-de-la-Zouch, in quanto la mia famiglia discenderebbe dal Signeur de Dakeyne, arrivato in Gran Bretagna con Guglielmo il Conquistatore.

Inoltre, luca affastella le date menzionando improvvidamente eventi che gli storici sono in grado di controllare uno per uno. Ci fu davvero un censimento sotto il governatore Quirinio, un censimento locale, non decretato da Augusto per tutto l’impero, ma avvenne troppo tardi: nel 6 d.C., dopo che Erode era morto. Lane Fox conclude che la <<cronaca di Luca è storicamente impossibile e internamente incoerente>>, ma è pieno di comprensione per le difficoltà incontrate dall’evangelista e per il suo desiderio di dimostrare che si era compiuta la profezia di Michea.

[...]Quante persone non aprono dunque mai il libro che credono contenere la verità rivelata? Come mai non ne notano le vistose contraddizioni? Se si prende alla lettera tutto quanto vi si legge, non ci si dovrebbe preoccupare del fatto che Matteo faccia discendere Giuseppe da re Davide attraverso ventotto generazioni, e Luca invece attraverso quarantuno? Peggio, gli elenchi forniti dai due evangelisti non coincidono praticamente in nulla!

Odifreddi colpisce ancora

Un video realizzato sulla base del libro “Perchè non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)” del matematico italiano Piergiorgio Odifreddi

e per farvi ridere un pò, anche un bell’estratto da una trasmissione di Radio Maria che aveva come tema principale la contestazione della visita del Papa all’università La Sapienza di Roma