Ad oggi, sono venuto a conoscenza di un interessante sito che raccoglie le innumerevoli contraddizioni presenti nella Bibbia.
Una specie di enciclopedia che numera le contraddizioni e gli errori madornali presenti nella Bibbia e li cataloga per argomento (anche simpatico!
). Il sito è www.Utopia.it buona navigazione!
Intanto, vi porto un interessante brano preso dal libro “L’illusione di Dio - Le ragioni per non credere” di Richard Dawkins riguardante la leggenda della nascita di Gesù a Betlemme:
[...]Quando furono scritti i Vangeli, molti anni dopo la morte di Gesù, nessuno sapeva dov’era nato(Gesù n.d.r.). Ma in base a una profezia dell’Antico Testamento (Mi 5,2) gli ebrei si aspettavano che il Messia a lungo atteso sarebbe nato a Betlemme. Perciò il Vangelo di Giovanni osserva che i seguaci di Gesù si stupirono che non fosse nato a Betlemme:<<Altri dicevano:”Questi è il Cristo!”. Altri invece dicevano: “Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?” (Gv 7,41-42).
Matteo e Luca affrontano il problema in maniera diversa, decidendo che Gesù doveva essere nato a Betlemme, ma ve lo portano attraverso due percorsi distinti. Matteo dice che Maria e Giuseppe erano sempre stati a Betlemme e si erano trasferiti a Nazareth solo molto tempo dopo la nascita di Gesù, al ritorno dall’Egitto dove si erano rifugiati per sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode. Luca, invece, dice che Maria e Giuseppe vivevano a Nazareth prima che nascesse Gesù. Come può farli andare a Betlemme al momento cruciale affinchè si compia la profezia? Spiega che, all’epoca in cui Quirinio era governatore della Siria, Cesare Augusto emanò un decreto per il censimento di tutto l’impero a scopi fiscali, e <<andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città>>. Giuseppe <<era della casa e della famiglia di Davide>> e quindi <<dalla città di Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme>> (Lc 2,1-4). Dev’essergli sembrata una buona soluzione. Solo che sotto il profilo storico, è completamente assurda, come (tra gli altri) hanno rilevato A.N. Wilson in Jesus e Robin Lane Fox in Verità e invenzione nella Bibbia. Davide, ammesso che sia esistito, visse quasi mille anni prima di Giuseppe e Maria. Perchè mai i romani avrebbero voluto pretendere che Giuseppe andasse nella città in cui era vissuto un suo lontano antenato un millennio prima? E’ come se mi si chiedesse di scrivere sul modulo del censimento che la mia città natale è Ashby-de-la-Zouch, in quanto la mia famiglia discenderebbe dal Signeur de Dakeyne, arrivato in Gran Bretagna con Guglielmo il Conquistatore.
Inoltre, luca affastella le date menzionando improvvidamente eventi che gli storici sono in grado di controllare uno per uno. Ci fu davvero un censimento sotto il governatore Quirinio, un censimento locale, non decretato da Augusto per tutto l’impero, ma avvenne troppo tardi: nel 6 d.C., dopo che Erode era morto. Lane Fox conclude che la <<cronaca di Luca è storicamente impossibile e internamente incoerente>>, ma è pieno di comprensione per le difficoltà incontrate dall’evangelista e per il suo desiderio di dimostrare che si era compiuta la profezia di Michea.
[...]Quante persone non aprono dunque mai il libro che credono contenere la verità rivelata? Come mai non ne notano le vistose contraddizioni? Se si prende alla lettera tutto quanto vi si legge, non ci si dovrebbe preoccupare del fatto che Matteo faccia discendere Giuseppe da re Davide attraverso ventotto generazioni, e Luca invece attraverso quarantuno? Peggio, gli elenchi forniti dai due evangelisti non coincidono praticamente in nulla!