Prendo l’articolo dal Corriere della Sera e cerco di commentarlo un pò, tentando di controllare l’ira.
Come tutti voi sapete, in questi giorni è uscito il film Caos Calmo, tratto dal libro di Sandro Veronesi e che ha -tra i vari attori- anche Isabella Ferrari e Nanni Moretti, niente di anormale fin qui.
Il problema sorge quando il responsabile della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per la pastorale giovanile decide che alcune scene erotiche di quel film secondo lui sarebbero troppo volgari e pensa bene di comunicarlo tramite una lettera a tutto il popolo giovanile che si prepara alla famigerata Gmg (Giornata Mondiale della Gioventù) che si terrà a Sidney.
Non contento, fa di più! Invita così i due attori che hanno interpretato la parte a rifiutarsi in futuro di girare scene simili, a fare “obiezione di coscienza”. Un comportamento che ricorda molto quello del personaggio padre Adelfio in Nuovo cinema Paradiso, che visionava i film prima del pubblico e segnava le parti dove gli attori si baciavano per poi farle tagliare (l’ultima scena del film la potete trovare QUI ).
Quando -giustamente- gli viene criticato il fatto che i consacrati non dovrebbero parlare di sessualità corporea (in quanto non l’hanno mai provata) si difende dicendo: «Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull’altare, doniamo a Dio ed alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con gioia. Per questo preghiamo per chi svaluta questi gesti». Certo, perchè mangiare due particole sull’altare è come fare l’amore con una persona, esattamente la stessa cosa…
E l’arte dove va a finire? E l’opera di critica intellettuale al contesto sociale?
Ma poi, la critica arriva proprio da chi sconvolge i bambini fin da piccoli a catechismo inculcandogli l’idea dell’inferno? Quelle scene saranno anche volgari, ma i preti fanno violenza psicologica ai bambini (e a volte non solo psicologica).