Una vita vale un caffè?

E’ di oggi la notizia, apparsa sul Corriere della Sera, della manager che rischia la vita per un caffè preso col collega. L’accusa? Promiscuità, questo il motivo che l’ha portata ad essere incarcerata a Riad (Arabia) assieme al collega siriano. Una telefonata anonima è arrivata alla mutawwa, la polizia religiosa, che non ha esitato a metterle le manette per aver infranto la legge dell’islam. Fa discutere ancora di più se si pensa che la polizia reale in quei paesi ha meno potere di quella religiosa e fa discutere il fatto che i giornali del posto ne abbiano parlato pochissimo. Ma non si tratta di un semplice arresto: la donna infatti è stata spogliata e maltrattata nella centrale di “polizia” per un gesto che la maggior parte delle donne (dico maggior parte perchè non so se effettivamente tutte abbiano queste libertà) del nostro paese compie senza problemi anche quotidianamente. Il tutto perchè l’islam vieta il rapporto (di qualsiasi tipo esso sia) alle donne con uomini che non siano loro consanguinei, ogni locale arabo infatti dispone di due zone, una per soli uomini e una per le famiglie.

Fa arrabbiare il fatto che sempre oggi sia apparsa su mathaba la notizia secondo cui si sarebbe chiesto al governo iraniano di censurare Wikipedia perchè riporta le vignette satiriche che un tempo apparirono su un giornale danese. Quando avvenne lo “scandalo”, la comunità islamica fece furore in quanto lo considerò una offesa alla religione.

Fa arrabbiare che si consenta ancora di discriminare le donne e le minoranze attraverso “verità” rivelate. Perchè vuol dire che milioni di anni di evoluzione non sono serviti proprio a un cazzo.

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2 Risposte a “Una vita vale un caffè?”

  1. jamesnake Dice:

    E io che pensavo che in Arabia Saudita, con tutti quei soldi che giravano, le cose fossero un po’ più “occidentali”… a quanto pare mi sbagliavo.
    Vabbé, guardiamo il lato positivo: se era in Iran l’avrebbero linciata. (<–amarissima ironia)

  2. marcoboccaccio Dice:

    mah non lo so se è peggio l’iran. in fondo in iran c’è stata una società di tipo occidentale, e in un certo senso c’è ancora, anche se tra mille difficoltà. leggetevi il bellissimo persepolis di marjane satrapi (ora è anche uscito il film). in arabia saudita tutto ciò è mancato completamente. anni fa ho conosciuto a parigi un’americana che aveva insegnato inglese in arabia (a sole donne, of course) ed era scappata via perché non poteva resistere alla segregazione delle donne, anche straniere. e un paio di mesi fa nelle pause di una riunione di lavoro un ingegnere saudita mi diceva che da loro c’è piena libertà e si può fare tutto. stavo per dirgli che cosa pensasse allora di noi omosessuali, ma ho preferito tacere. tanto la risposta era scontata: uguale a quella del papa…

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